Il sole nelle pozzanghere - Matteo Bussola
Non scrivevo la recensione di un libro da molto tempo, quindi il blog si è fermato...
Ma dopo aver letto questo libro non potevo evitare di scrivere due parole.
Sono una lettrice che predilige maggiormente thriller, gialli o noir, ma ad un certo punto devo fare una pausa e leggere altro, un romance o quelli che io chiamo 'libri coccola': e questo è uno di quelli. Diciamo che per me i libri di Matteo Bussola sono tutti 'libri coccola', quei libri delicati, letti a bassa voce e avvolti da un'atmosfera ovattata.
'Il sole nelle pozzanghere' parla del signor Pi e del suo negozio di oggetti usati. Ma io non l'ho visto semplicemente così. Il suo è un negozio di ricordi, i ricordi racchiusi negli oggetti che acquista per poi rivendere e dargli una nuova vita e quindi nuovi ricordi.
Questo libro mi è piaciuto molto perché sono praticamente io, in tante cose ma magari sotto altre forme. Anche io quando incontro qualcuno, lo conosco o semplicemente lo guardo passeggiare, mi chiedo sempre: chi sa cosa sta pensando, che giornata ha vissuto, è veramente felice come vuol far pensare con quel suo sorriso? Per non parlare poi di quando ci entro in confidenza: se quel qualcuno ha avuto una data esperienza e soprattutto se è stata brutta, non smetto di pensare a come possa essersi sentito, come potrei sentirmi io, se capitasse a me...un loop infinito, divento triste, empatizzo e faccio fatica ad uscirne. Insomma quello che succede al signor Pi con gli oggetti a me succede molto di più con le persone, il che penso sia molto più complicato. Se vedo un oggetto abbandonato sì, mi chiedo di chi è stato soprattutto se vedo giocattoli per bambini, anche perchè io faccio tanta fatica a separarmi dalle cose, diventano quasi la personificazione di quello che sono stati per me. Ma con le persone l'effetto è molto diverso, quasi amplificato, e questo perchè ho dovuto imparare, purtroppo a mie spese, che la realtà non è mai come sembra, quello che vediamo è quasi sempre ciò che gli altri vogliono far vedere.
Ad esempio, già mentre leggevo il libro i chiedevo continuamente "Ma il signor Pi, per essere così e per avere questo negozio (ato che oggi ce ne sono sempre meno), che avrà passato???". Molto spesso si incontrano maschere, a volte capita di doverne indossare una anche a me e i motivi per cui lo si fa sono tanti. Protezione dal giudizio, o da un ambiente in cui non è consentito farsi vedere per ciò che si è. Oppure per la voglia di essere altro, ciò che si desidera raggiungere magari perchè si desidera un'altra vita.
Non è sempre una cosa buona, ma io preferisco sempre far vedere o parlare, dire s sono triste se sono arrabbiata o felice per qualcosa, semplicemente perchè il mio comportamento dipende purtroppo o per fortuna da come sto, non riesco a forzarmi e fare un qualcosa che non è dettato dallo stato d'animo che ho.
Matteo Bussola con il suo libro mi ha fatto pensare a tutto questo; sono uscita un po' fuori dalla recensione che volevo fare, ma i suoi libri hanno questa capacità: riescono a farmi riflettere, a farmi dire sempre "ma io al suo posto cosa avrei fatto?" oppure "ua questa è la stessa cosa che faccio io!!!" (E m sento meno pazza e meno sola 😆).
Mi sono promessa pian piano di leggere tutti i suoi libri: ho già letto 'La neve in fondo al mare' che mi ha scavato nel cuore e che dovrei rileggere ora che sono diventata genitore. Ho letto 'Il talento della rondine' che mi ha fatto ricordare il tempo prezioso e lungo sedici anni che ho trascorso facendo danza. Ho letto 'La luce degli incendi a dicembre' che mi è piaciuto un po' meno, ma c'è da dire anche che il dicembre in cui l'ho letto non è stato uno dei più rosei. È stato il libro che mi ha accompagnato al parto e dopo nelle lunghe attese ad aspettare l'orario di visita in TIN per vedere la mia bambina (che ora sta bene ed è tutto ok se ve lo state chiedendo). Quindi il mio umore non era dei migliori e anche se amo viaggiare in treno, leggendo e, anche lì, osservando le persone per capire il motivo del loro viaggio e cosa pensano mentre il paesaggio scorre dietro il finestrino, non sono riuscita a catalogarlo in questo caso come 'libro coccola'. Boh, magari dovrei provare a rileggerlo 🙂.
Adesso vado, anche se questa non è stata la solita recensione, ma forse più uno sfogo personale 😅 che comunque spero lo scrittore possa riuscire a leggere. Penso faccia sempre piacere.
A presto, Federica.
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